BEBE VIO: CAMPIONESSA NELLA SCHERMA E NELLA VITA

Nata a Venezia nel 1997, Beatrice Vio, per tutti Bebe, è campionessa paralimpica e mondiale di fioretto individuale.
Sin da bambina si è rivelata vivace, piena di vita e di interessi come la passione per scherma e il disegno. Una vita normalissima che però all’età di 11 anni è completamente cambiata: un’improvvisa meningite la portò all’amputazione di tutti e quattro gli arti.
Nel giro di un anno però, la sua forza di vivere e di combattere l’hanno salvata permettendole di tornare a fare sport e diventare per tutti un simbolo di coraggio.

Bebe Vio durante una gara
Fonte: Trevisotoday.it

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IL TEAM DI WECOMSPORT AL IV TEMPO – RUGBY E CULTURA

 

 

 

 

 

 

 

Il team WeComSport del Coris Sapienza sarà presente al IV TEMPO – Rugby e Cultura

Il team WeComSport del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza è un gruppo di ricerca sui temi della comunicazione e dello sport diretto dalla prof.ssa Barbara Mazza che vede la partecipazione di studenti del corso di Gestione e organizzazione di eventi.

Da tempo, grazie a un accordo tra il Dipartimento e FIR, partecipa con un progetto di formazione e ricerca, alla promozione del IV Tempo Rugby e Cultura.

Il 4 febbraio 2018, in occasione della partita Italia- Inghilterra del 6 Nazioni, il team sarà presente al Terzo Tempo Peroni Village, dove svolgerà uno studio sul rapporto tra la cultura e il rugby e animerà l’attesa della partita con un quiz culturale.

L’obiettivo di WeComSport Sapienza è mettere a disposizione della Federazione Italiana Rugby, la creatività del team di lavoro nell’ambito dell’iniziativa “Quarto Tempo”, all’interno della splendida cornice del Torneo “Sei Nazioni”, per innovare e allo stesso tempo rendere ancora più saldo il connubio tra sport e cultura.

Per saperne di più clicca qui.

WECOMSPORT: IL TERZO PANEL

L’Italia ha sempre avuto una tradizione sportiva tra le più importanti e vincenti al mondo. Nel corso degli anni, lo sport ha sempre trovato terreno fertile nella passione della popolazione che lo pratica e che lo vive sette giorni su sette. Per non parlare dell’elevato numero di “sportivi da salotto” che osservano, ascoltano, commentano e si dedicano alle “chiacchiere da bar”, sciorinando tattiche e strategie da mettere in campo alla prossima occasione.

In maniera trasversale, i grandi eventi sportivi diventano l’elemento che forse più di tutti alimenta lo spirito nazionale e il senso di appartenenza, unendo in diverse occasioni il Paese.

Così come ha unito però, lo sport ha sovente fatto anche discutere, quindi è sempre stato al centro dell’attenzione dei media e più in generale della comunicazione sportiva, la cui evoluzione ha accompagnato le diverse epoche di successi e delusioni sportive.

Il primo Festival della Comunicazione Sportiva, per celebrare l’ultrasecolare storia sportiva italiana avrà al suo interno un panel completamente dedicato alle “proiezioni di sport”, una session di cineforum che ripercorrerà i momenti salienti dagli albori fino ad oggi, grazie alla partecipazione dell’Istituto Luce e di TecheRai.

A margine delle proiezioni è previsto inoltre un interessante dibattito che darà a tutti i partecipanti l’opportunità di confrontarsi con i discussant in sala per ragionare sull’evoluzione di funzioni, stili e linguaggi della comunicazione sportiva, anche per delinearne gli scenari futuri.

Lo sport è un patrimonio comune, un simbolo del nostro Paese; vi aspettiamo numerosi per celebrarlo insieme!

METTITI IN GIOCO CON NOI

Sei un appassionato di sport e ti piacerebbe immortalare la tua passione?
Vuoi vivere delle esperienze formative di alto livello sfruttando le tue capacità?
Vuoi metterti alla prova e confrontarti direttamente con giornalisti professionisti e con organizzatori di eventi di successo?

WeComSport, il primo Festival della comunicazione sportiva potrebbe essere la tua occasione per partecipare a ben quattro contest ed avere l’opportunità di misurarti con esperti del settore e di svolgere tirocini curriculari presso istituzioni del mondo sportivo: Corriere dello Sport, Sei Nazioni, Maratona di Roma e Formula E.
Visita la sezione contest e leggi i regolamenti. I vincitori saranno premiati durante il Festival, il 19 ed il 20 settembre al Centro Congressi di Via Salaria.
Per ulteriori informazioni scrivici all’indirizzo email wecomsport@uniroma1.it.
Non perdere la chance di allenare il tuo futuro insieme a WeComSport!

LE EMOZIONI DI GAIOS: QUANDO LO SPORT È RACCONTO CINEMATOGRAFICO

Ho sempre pensato che non si possa essere più soddisfatti di quando si è appena vinta una gara sportiva. Il ricordo di quei momenti resta indelebile nella memoria degli atleti, ma anche degli spettatori e degli appassionati, quando i messaggeri narrano le imprese sportive.
Ma ho scoperto che c’è un altro modo per ricordare le manifestazioni passate o per assistere a gare sportive anche a distanza: la televisione, questa scatola magica che trasmette immagini attraverso l’aria.
Ah, se solo fosse esistita ai miei tempi! Ora sarei acclamato dalle folle romane come un dio!
I ragazzi di WeComSport mi hanno assicurato che dopo l’evento lo sarò, ma che intanto devo studiare e portarmi al passo con i tempi. Ho passato ore incantato a seguire le gare di scherma e di nuoto degli ultimi giorni, ammirando gli atleti e sorprendendomi della gioia degli italiani per le vittorie azzurre. Ho rispolverato tra le registrazioni di TecheRai e dell’Istituto Luce per ritrovare le gare più antiche e ho scoperto che anche il cinema ha parlato di sport fin dalla sua nascita.
Sono felice che attraverso uno schermo si possa vivere un’emozione quasi come dal vivo, lo trovo affascinante e coinvolgente! Il 19 settembre sarà anche un’occasione per rivedere e rivivere i più bei momenti dello sport italiano, con un panel dedicato al Cineforum.
Pronti ad accomodarvi sulle poltroncine del Centro Congressi di via Salaria e godervi un po’ di sano sport? Io sono entusiasta, e voi?

GAIOS È QUASI PRONTO: A WECOMSPORT ARRIVANO I GRANDI EVENTI

Quanto è dura dover lavorare con le temperature calde di luglio! Perché sì, magari qualcuno è convinto che quello della mascotte non sia un lavoro faticoso, ma posso assicurarvi che ci vuole il fisico. Ed io lo sto allenando. Non sono chiaramente quello di una volta: agile, veloce, giovane. Ma sto comunque recuperando la forma perduta.

Nella mattina del 20 settembre ci sarà un appuntamento importante per noi di WeComSport, un talk show sui grandi eventi sportivi di portata internazionale che si svolgono a Roma. E vedete, di fronte ai responsabili di questi eventi, importanti per la crescita della nostra città, non voglio fare brutta figura. Voglio mostrarmi come personaggio di sport e per lo sport. Esattamente come state imparando a conoscermi voi.

Quella del 20 settembre sarà un’occasione per ragionare sull’impatto economico, sociale e turistico dello sport con chi già si sta impegnando per portare benefici alla città attraverso grandi manifestazioni. E’ questa la parte dello sport che mi piace: non solo competizione ma anche voglia di apprendere, studiare e studiarsi. Dall’analisi di ogni evento nascerà – lo spero – la voglia di migliorarsi, attraverso nuove idee, provenienti magari dal confronto con l’altro.

Adesso torno ad allenarmi.
Un consiglio: preparatevi anche voi, WeComSport vi aspetta!

WECOMSPORT: IL QUINTO PANEL

Siamo abituati, nella concezione moderna di sport, a vedere gli sportivi come veri e propri divi e allo stesso tempo anche a vedere come le federazioni e le squadre sportive associano spesso la loro immagine a quella di prodotti commerciali.
Le sponsorizzazioni e il marketing di fatto irrompono nel mondo dello sport a metà anni ’80, rivoluzionandolo e rendendolo oggi uno dei settori con il maggior indotto economico-finanziario, oltre che di visibilità. E così, creare e incrementare la notorietà di un marchio, generare riconoscimento a livello locale, nazionale e persino globale, attrarre nuovi segmenti di mercato e implementare le vendite. Questo e molto altro hanno reso strategiche le leve del marketing sportivo e hanno posto il settore sportivo al primo posto per capacità di attrarre sponsorizzazioni.
Allo stesso modo, si è generata la moltiplicazione delle manifestazioni sportive e l’incremento dei relativi diritti televisivi, specie correlato ai grandi e medi eventi sportivi. Ma lo sport è sempre più anche un strumento strategico al servizio della promozione e della valorizzazione dei territori.
Ma oggi, in seguito all’avvento dei media digitali e in conseguenza alla crisi economica, qual è lo stato di salute del marketing sportivo, e ancor più delle sponsorizzazioni? Quali scenari si prefigurano per il prossimo futuro?
Di questi topics, ma anche di tanti altri argomenti del settore, parleranno ospiti di eccezione nel quinto panel di WeComSport, il 20 settembre 2017 alle ore 14.30.
Non ci resta dunque che darvi appuntamento al Centro Congressi del Coris, e ad invitarvi a restare aggiornati sul sito per tutte le news ed eventuali aggiornamenti.

MARKETING SPORTIVO TRA SPONSOR E DIRITTI TV

Sentir parlare di promozione e marketing è interessante e buffo allo stesso tempo. Non che la parola faccia sorridere, ben altro, ma è pazzesco notare quanto questo campo sia diventato oggi importante. Non che nella mia epoca l’ingegno umano non avesse previsto forme di promozione. Botteghe e taverne si dotavano di insegne, nelle campagne elettorali venivano affissi manifesti e, in generale, banditori diffondevano messaggi in giro per le città. Ma anche questo settore ha fatto passi da gigante nei secoli. La sponsorizzazione rientra in tale ambito, ma ai miei tempi non c’erano sponsor per gli atleti. Da qualche settimana, però, ne ho dovuto imparare il significato, perché anche di questi temi tratterà WeComSport. Le sponsorizzazioni, infatti, si sono diffuse anche nel settore sportivo e, da quanto mi spiegavano i ragazzi, sembra che proprio lo sport sia l’ambito nel quale confluiscono il maggior numero di sponsorizzazioni.

Oggi le operazioni di marketing coinvolgono tutti gli sport, non è possibile fare differenziazioni. Ne sono un esempio le divise degli atleti che comprendono il loghi delle aziende. Questo significa che l’azienda usufruisce di un ritorno economico dall’esposizione di quel logo al pubblico. Che bello sarebbe stato indossare abiti più comodi rispetto alle nostre tuniche! E poi i capi che vestono oggi gli atleti sono pieni di colori… I ragazzi me ne hanno mostrati alcuni fluorescenti, davvero luccicanti! E poi lo sport diventa una leva essenziale anche per promuovere il turismo e i territori che lo ospitano.

Anche la televisione ha contribuito alla diffusione delle operazioni di marketing, perché ha reso ben più visibile il “marchio” delle aziende. Ai miei tempi le gare non andavano in onda, le gesta e l’onore dei vincitori erano solo decantati dai poeti e bisognava essere fisicamente presenti per partecipare all’evento. Era un vero e proprio spettacolo che offrivamo al pubblico. Lo sport oggi è spettacolo proprio grazie alla televisione, che però ha anche commercializzato lo sport. Ecco perché non mi importa quanto sarei potuto diventare famoso qualora le mie performance fossero state trasmesse in tv. Eppure, mi dicono i ragazzi, che negli ultimi tempi pure l’era delle sponsorizzazioni sembra in declino, è solo causa della recente congiuntura economica negativa, oppure sono in corso cambiamenti di altra natura? Speriamo che gli esperti presenti al workshop ci sapranno spiegare le trasformazioni in atto. Forse tornando dal passato riesco anche ad acquisire nozioni utili a prefigurare il futuro.

WECOMSPORT: IL PRIMO PANEL

In attesa che il nostro Gaios arrivi a destinazione, oggi vi presentiamo il primo dei cinque panel di WeComSport: “Raccontare lo sport, attori, eventi e territori”.

Ma cosa significa raccontare lo sport, quale formula narrativa si utilizzerà?

Per noi di WeComSport, “raccontare lo sport” è sinonimo d’indagine e analisi scientifica delle correlazioni positive e negative che il mondo sportivo, nella sua accezione più generale, intrattiene con l’ambiente circostante.

Il format utilizzato, scelto come soluzione narrativa, sarà il Convegno scientifico al quale saranno presenti studiosi nazionali e internazionali, esperti del tema e pronti a “svelare” alcuni temi caldi dei successivi panel.

La riflessione si svilupperà intorno al complesso di fenomeni sociali che lo sport esplica, veicola e rappresenta e alle grandi tematiche che intrecciano il rapporto tra sport e comunicazione: dal ruolo dello sport nella società alla questione dell’inclusione sociale, specie alla luce dei drammatici eventi accaduti in Francia; dal loisir al management degli eventi, dagli aspetti culturali a quelli economici.

Un convegno scientifico quindi dall’ampio raggio d’azione all’interno del mondo sportivo, pronto a mettere in luce anche quegli angoli nascosti del panorama sportivo.

Aperto al dibattito, al contradditorio e alle vostre domande e curiosità, questo primo panel permetterà a tutti i partecipanti di arricchire il proprio bagaglio culturale e di scoprire gli esiti dei più recenti studi su Sport, Società e Comunicazione.

SPORT E TERRITORIO: PAROLA DI GAIOS

Ah se solo Roma potesse tornare ad essere quella che ricordo! Non chiedo uno sforzo troppo grande: è solo che non la riconosco. Vedete, per uno che ha vinto la corsa del dòlichos alle Olimpiadi del 72 a.C. non è facile destreggiarsi tra automobili, clacson e motorini che sfrecciano. Ma è comunque Roma, con il suo caos e con la sua bellezza, entrambi eterni.

Ai miei tempi, quando gareggiavo, lo sport non era un mezzo per esporre il proprio fisico d’atleta, ma un vero e proprio spettacolo. E ce n’erano di tutte le specie, dalla corsa alla lotta, dal lancio del disco o del giavellotto al pugilato.

Oggi lo sport potrebbe migliorare il territorio! Ho visto che in città sono nate diverse iniziative sportive e non posso non apprezzarle. E mi piacerebbe che tutti partecipassero: ne guadagneremmo in termini di salute, scaricheremmo in modo diverso le fatiche del lavoro, troveremmo una valvola di sfogo. E poi, lo sport oltre che un piacere è anche una sfida: io che le ho vissute lo so bene. Per non parlare del benessere economico che coinvolgerebbe la città: immagino nuovi visitatori, turisti, come li chiamate voi, che potrebbero restare a bocca aperta guardando Piazza di Spagna, i Fori Imperiali o il Colosseo, per citare solo alcuni dei nostri punti di forza. E allora lo sport potrebbe essere nuova linfa per il territorio, potrebbe far star bene tutti. Starei bene soprattutto io, finalmente integrato in quella che sarebbe davvero una città moderna e sostenibile.