PIAZZA DI SIENA: UN’ITALIA A CAVALLO TRA VITTORIE E GRANDI EMOZIONI

Si è conclusa il 27 maggio l’86° edizione del Concorso Ippico Internazionale di Salto Ostacoli (CSIO)
a Piazza di Siena, dove l’Italia è riuscita a ottenere traguardi storici.

Per il secondo anno consecutivo, infatti, l’Italia ha vinto la Coppa delle Nazioni dimostrando la grande abilità del team azzurro. Il team, guidato dal capo-equipe Duccio Bartalucci e composto da Luca Marziani, Giulia Martinengo Marquet, Emanuele Gaudiano e Bruno Chimirri, è riuscito con solamente 4 penalità a conquistare il primo gradino sul podio, mettendosi davanti a Svizzera e Stati Uniti.
Per la vittoria, nella capitale romana, sede del Concorso, le frecce tricolore hanno regalato uno spettacolo emozionante. In occasione dei festeggiamenti del 25 aprile, hanno sfrecciato sopra Piazza di Siena.

Villa borghese ospita Piazza di Siena, cavalieri.

De Luca e Halifax, un binomio atteso 24 anni

Tutto questo però non è stato abbastanza e a dimostrarlo è una vittoria inaspettata che ha stupito e regalato grandi emozioni.
Il protagonista di questo grande successo è Lorenzo De Luca che, in sella a Halifax Van Het Kluizebos, che nella classifica WBFSH Rolex World Ranking List del 2017 era al primo posto tra i cavalli da salto migliori al mondo, si è aggiudicato la vittoria del Gran Premio Roma, primeggiando su Irlanda e Australia (secondo e terzo posto).

Piazza di Siena 2018, immagine di cavalieri e cavalli in primo piano.

Con un tempo di 45,37 senza errori, De Luca ottiene uno splendido risultato se non fosse che, a renderlo ancora più straordinario, è il fatto che l’Italia non otteneva un traguardo così da ben ventiquattro anni.
Bologni, infatti, nel 1994 è stato l’ultimo italiano a vincere il Gran Premio, segnando così una data per un festeggiamento che fino ad oggi non è stato possibile ripetere.

La vittoria di De Luca, denominato “Il magnifico” ancora prima di questo record storico, ha reso
quest’edizione del CSIO indimenticabile, sia per gli spettatori più appassionati ma anche per chi
apprezza le gesta simboliche della propria Nazione.

Race for the Cure 2018: Roma si tinge di rosa per combattere il cancro al seno

Solidarietà e partecipazione alle donne che ogni giorno lottano contro un male terribile: questa l’iniziativa Race for the Cure, giunta alla 19° edizione.

Difatti dal 2000, anno in cui si è svolta la prima edizione della manifestazione, il numero degli iscritti è cresciuto sempre più. Domenica 20 maggio, migliaia di donne sono scese in piazza a testimoniare che, combattendo con tenacia e determinazione, il cancro al seno si può sconfiggere.

 

Partecipazione di domenica 20 maggio al Race for the Cure di Roma.

La sindaca Raggi, un’ospite speciale

“Un’emozione quest’oggi vedere le strade intorno al Circo Massimo animate dalla corsa delle donne in rosa, accompagnate da amici, familiari e associazioni”.

A pronunciare tali parole è la sindaca Virginia Raggi, che ha celebrato il successo della corsa benefica alla quale ha partecipato, ricevendo applausi ma anche fischi.
Race for the Cure è l’evento simbolo di Komen Italia, la più grande manifestazione per la lotta ai tumori al seno in Italia e nel mondo. Un grande Villaggio ha ospitato iniziative dedicate alla salute, allo sport e al benessere.

Area donne in rosa. Bacheca che permette di lasciare una dedica. Race for the Cure Roma.

Infatti le protagoniste di questo grande traguardo sono state le Donne in Rosa, donne che sono riuscite a vincere la lotta contro il tumore. È a loro che è stata dedicata un’area per iscriversi, ritirare la borsa gara con la t-shirt e il pettorale rosa, incontrarsi e condividere emozioni.

Donne in rosa. Palloncini rosa. Tumore al seno. Race for the Cure

5 km di corsa competitiva e amatoriale e 2 km di passeggiata hanno accompagnato la giornata di ieri a cui hanno partecipato, in un clima di positività e di armonia, uomini, donne, bambini, competitivi e, soprattutto, corridori amatoriali.
La maratona si è poi conclusa con un momento emozionante: 5500 donne in rosa hanno lasciato volare nel cielo di Roma palloncini rosa.
Simbolo di tutte le donne che lottano e di quelle che, purtroppo, non possono più farlo.

Palloncini rosa nel cielo di Roma per la Race for the Cure.

WECOMSPORT: IL QUARTO PANEL

Roma porta i segni di grandi eventi sportivi, specie attraverso le sue strutture e infrastrutture: dal Colosseo che ne è simbolo in tutto il mondo alla Via Olimpica, alla metro B, realizzati per le Olimpiadi del 1960 insieme al Villaggio Olimpico, nato come alloggio per i vari atleti che gareggiarono nella capitale, e che oggi è un quartiere residenziale di Roma. Allo stesso tempo, tra i lasciti ve ne sono altri che non esprimono, in chiave altrettanto positiva, la presenza di eventi nella Capitale, come il caso dell’incompiuta Città dello Sport, destinata a ospitare i Campionati Mondiali di Nuoto 2009, di cui resta la Vela di Calatrava.

Ma non solo opere tangibili: lo sport punta i riflettori sulla città, attrae turismo e può generare un circolo virtuoso di miglioramento, di aggregazione e condivisione, oltre a generare ricchezza, se adeguatamente supportato.
Insomma, riuscire a realizzare eventi sportivi di un certo calibro a Roma significa poter raggiungere un arricchimento sotto vari punti di vista, primo fra tutti, condividere ed elogiare la sana passione per lo sport. Ne sono esempi la Maratona di Roma, il Sei Nazioni di Rugby e Piazza di Siena.
Guardando al domani, lo sport è capace di raccontare e valorizzare cambiamenti sociali, culturali e ambientali. E’ il caso della FormulaE, che si fa portatrice dei valori dell’ecosostenibilità.
Non da ultimo, non va trascurata nemmeno l’incidenza economica di tali manifestazioni sul territorio. Basti pensare al clamore derivante dalla rinuncia ad ospitare i giochi olimpici del 2024.

Argomenti così delicati e interessanti meritano dunque un panel ad hoc.
Per questo abbiamo deciso di organizzare un talk-show con ospiti di spicco, che porteranno a WeComSport l’esperienza dei grandi eventi della Capitale dando vita a uno scambio fruttuoso di considerazioni utili a configurare gli scenari futuri di una Roma dedita allo sport.

L’appuntamento è per Mercoledì 20 Settembre alle ore 10.00, presso il Centro Congressi di via Salaria 113. Vi aspettiamo!

GAIOS È QUASI PRONTO: A WECOMSPORT ARRIVANO I GRANDI EVENTI

Quanto è dura dover lavorare con le temperature calde di luglio! Perché sì, magari qualcuno è convinto che quello della mascotte non sia un lavoro faticoso, ma posso assicurarvi che ci vuole il fisico. Ed io lo sto allenando. Non sono chiaramente quello di una volta: agile, veloce, giovane. Ma sto comunque recuperando la forma perduta.

Nella mattina del 20 settembre ci sarà un appuntamento importante per noi di WeComSport, un talk show sui grandi eventi sportivi di portata internazionale che si svolgono a Roma. E vedete, di fronte ai responsabili di questi eventi, importanti per la crescita della nostra città, non voglio fare brutta figura. Voglio mostrarmi come personaggio di sport e per lo sport. Esattamente come state imparando a conoscermi voi.

Quella del 20 settembre sarà un’occasione per ragionare sull’impatto economico, sociale e turistico dello sport con chi già si sta impegnando per portare benefici alla città attraverso grandi manifestazioni. E’ questa la parte dello sport che mi piace: non solo competizione ma anche voglia di apprendere, studiare e studiarsi. Dall’analisi di ogni evento nascerà – lo spero – la voglia di migliorarsi, attraverso nuove idee, provenienti magari dal confronto con l’altro.

Adesso torno ad allenarmi.
Un consiglio: preparatevi anche voi, WeComSport vi aspetta!

SPORT E TERRITORIO: PAROLA DI GAIOS

Ah se solo Roma potesse tornare ad essere quella che ricordo! Non chiedo uno sforzo troppo grande: è solo che non la riconosco. Vedete, per uno che ha vinto la corsa del dòlichos alle Olimpiadi del 72 a.C. non è facile destreggiarsi tra automobili, clacson e motorini che sfrecciano. Ma è comunque Roma, con il suo caos e con la sua bellezza, entrambi eterni.

Ai miei tempi, quando gareggiavo, lo sport non era un mezzo per esporre il proprio fisico d’atleta, ma un vero e proprio spettacolo. E ce n’erano di tutte le specie, dalla corsa alla lotta, dal lancio del disco o del giavellotto al pugilato.

Oggi lo sport potrebbe migliorare il territorio! Ho visto che in città sono nate diverse iniziative sportive e non posso non apprezzarle. E mi piacerebbe che tutti partecipassero: ne guadagneremmo in termini di salute, scaricheremmo in modo diverso le fatiche del lavoro, troveremmo una valvola di sfogo. E poi, lo sport oltre che un piacere è anche una sfida: io che le ho vissute lo so bene. Per non parlare del benessere economico che coinvolgerebbe la città: immagino nuovi visitatori, turisti, come li chiamate voi, che potrebbero restare a bocca aperta guardando Piazza di Spagna, i Fori Imperiali o il Colosseo, per citare solo alcuni dei nostri punti di forza. E allora lo sport potrebbe essere nuova linfa per il territorio, potrebbe far star bene tutti. Starei bene soprattutto io, finalmente integrato in quella che sarebbe davvero una città moderna e sostenibile.