Nadia Battocletti: è record agli Eurocross

un primo piano di Nadia Battocletti
Fonte: Instagram @nadia.battocletti

Che a livello comunicativo (e non solo) esistano sport di serie A e di serie B, non è un mistero. Quello che si può fare in questo caso, è dare il giusto spazio al talento al di là dei numeri, dalla popolarità e dallo sport.
Nadia Battocletti rappresenta quello che oggi è possibile definire un vero talento italiano, radicato da padre (ex campione azzurro del mezzofondo e attualmente suo tecnico) e madre (ex atleta) in figlia e che ha regalato al proprio Paese, un record prezioso.

La 18enne trentina, infatti, arriva al podio guadagnandosi un oro di tutto rispetto agli Europei di Cross Under 20 a Tilburg (Olanda). Un oro che stabilisce un record.
Nessuna azzurra under 20 era mai riuscita ad arrivare prima su un podio così ambito, ma Nadia è riuscita nell’impresa.

Una rimonta da primo posto

Nonostante il fango e la quasi impraticabilità del terreno, la Battocletti, non ha commesso errori attendendo il maggior tempo possibile, rimanendo lucida e aspettando il momento giusto; fino a quando, infatti, dopo che l’olandese Jasmijn Lau si era trasferita in testa alla finale di tre giri del percorso di 4,3 km nel tentativo di portare la gloria della nazione ospitante questi European Cross Country Championships 2018, decide di tentare una rimonta all’ultimo sforzo.

Nadia Battocletti durante una gara
Fonte: Instagram @nadia.battocletti

La giovane trentina della Val di Non, infatti, ha sfruttato al massimo la sua velocità in pista a 500 metri dalla fine, estendendo il suo vantaggio e senza mai problemi. Si aggiudica il primo posto con un crono di 13:46 davanti a Delia Sclabas (13:47), che tenta fino alla fine una rimonta, e alla turca Inci Kalkan (13:48).

È stata una gara difficile, non solo per il tempo, ma anche per i forti avversari, sono tutti avversari forti”, ha dichiarato Nadia Battocletti. “Non mi aspettavo di vincere, ma l’ho sognato. Mio padre, che è anche il mio allenatore, ha detto che stavo per vincere” un sogno che diventa realtà, inorgoglisce i cuori e inserisce la giovane tra le eccellenze italiane.

Serena Williams: potenza e coraggio

Descrizione di una tenni(femmini)sta

Nel mondo del tennis è conosciuta come “The Queen”, fuori dal campo è una donna altrettanto potente, una madre, sorella (sua sorella è Venus, altra campionessa mondiale del tennis e spesso sua rivale in campo), imprenditrice e attivista.  

Serena Williams sul campo da tennis con racchetta e pallina
Fonte: Instagram @serenawilliams

 

Serena Williams è una donna che sprigiona potenza, carattere e bellezza, riuscendo a combinare sport e passioni. Con oltre 10 milioni di follower su Instagram, la tennista statunitense condivide molto della sua vita, pubblicando momenti di pura quotidianità. Vedere il profilo di Serena Williams, sia su Instagram sia su Twitter, significa osservare una donna nera, nel 2018, che è consapevole delle sue potenzialità, che combatte affinché quella consapevolezza attraversi le donne di tutto il mondo. Non a caso molte delle sue battaglie,riguardano il sessismo nello sport, il suo. Che si trovi nel torto o nella ragione, una voce in capitolo così forte non andrebbe mai spenta.

La nuova influencer del tennis

Come ogni grande sportivo, Serena Williams è anche un personaggio di grande influenza e spesso sotto i riflettori proprio per questo. Come nel caso della finale femminile degli Us Open, dove la tennista è stata protagonista di un burrascoso attacco nei confronti dell’arbitro Carlos Ramos. Durante il secondo game del secondo set contro Naomi Osaka, infatti, Ramos assegna un warming per coaching alla Williams che inizia ad innervosirsi negando l’accaduto. Prosegue la finale e Ramos assegna un game-penalty dopo l’ennesimo scatto d’ira della tennista che continua a non accettare le decisioni dell’arbitro accusandolo di essere “ladro” e “bugiardo”.

 

Serena Williams ad evento WTA
Fonte: Instagram @serenawilliams

 

È, però, durante la conferenza stampa, che la faccenda assume quello che sembra un vero e proprio attacco verso tutto il sistema d’arbitraggio nei confronti delle donne.
La Williams, infatti, accusa Ramos di sessismo: “[..]But I’ve seen other men call other umpires several things. I’m here fighting for women’s rights and for women’s equality and for all kinds of stuff. For me to say ‘thief’ and for him to take a game, it made me feel like it was a sexist remark. He’s never taken a game from a man because they said ‘thief.” ha dichiarato apertamente la tennista, marcando il fatto che dire “ladro” non può avere come conseguenza una penalizzazione così dura, quando a dirlo sono anche gli uomini ma a loro questo non avviene.

Serena Williams, torto o ragione?

Quello che interessa della questione, non è stabilire se la Williams abbia o no fatto coaching o se utilizzare determinati appellativi nei confronti di un arbitro sia giusto. Quello che più bisogna sottolineare è che, qualsiasi accusa che possa essere ricondotta a una differenza di genere, ha bisogno di venir fuori.
Serena Williams ha trovato grande sostegno sia fuori sia dentro il mondo del tennis, ma non sono mancate le critiche, soprattutto quelle che hanno la presunzione di risultare ironiche ma che sminuiscono, in realtà, questioni così delicate.

 

Un esempio è la vignetta ideata da Mark Knight pubblicata sull’Herald Sun. Nella vignetta è rappresentata la tennista che si lamenta in maniera infantile di quello che è accaduto. Tuttavia a destare il fastidio non è la caricatura di quest’ultima, quanto più il completo cambiamento dei connotati fisici della sua rivale.
Naomi Osaka, di origini haitiane e giapponesi, è raffigurata come bionda e magra.
Caratteristiche stereotipate della donna caucasica che ben si allontanano dalla realtà, facendo di questa vignetta, un connubio di razzismo e superficialità.

 

Vignetta di Serena Williams arrabbiata
Fonte: wired.it

 

Le lotte di Serena non avvengono però solo in campo. Sono svariate le battaglie che la tennista statunitense ha sostenuto e tante ancora ne sosterrà grazie anche al suo nuovo brand “Serena”. Brand che le permette di esser conosciuta non solo come sportiva, ma anche come donna che sostiene cause, affronta ingiustizie e crede nelle donne.

PIAZZA DI SIENA: UN’ITALIA A CAVALLO TRA VITTORIE E GRANDI EMOZIONI

Si è conclusa il 27 maggio l’86° edizione del Concorso Ippico Internazionale di Salto Ostacoli (CSIO)
a Piazza di Siena, dove l’Italia è riuscita a ottenere traguardi storici.

Per il secondo anno consecutivo, infatti, l’Italia ha vinto la Coppa delle Nazioni dimostrando la grande abilità del team azzurro. Il team, guidato dal capo-equipe Duccio Bartalucci e composto da Luca Marziani, Giulia Martinengo Marquet, Emanuele Gaudiano e Bruno Chimirri, è riuscito con solamente 4 penalità a conquistare il primo gradino sul podio, mettendosi davanti a Svizzera e Stati Uniti.
Per la vittoria, nella capitale romana, sede del Concorso, le frecce tricolore hanno regalato uno spettacolo emozionante. In occasione dei festeggiamenti del 25 aprile, hanno sfrecciato sopra Piazza di Siena.

Villa borghese ospita Piazza di Siena, cavalieri.

De Luca e Halifax, un binomio atteso 24 anni

Tutto questo però non è stato abbastanza e a dimostrarlo è una vittoria inaspettata che ha stupito e regalato grandi emozioni.
Il protagonista di questo grande successo è Lorenzo De Luca che, in sella a Halifax Van Het Kluizebos, che nella classifica WBFSH Rolex World Ranking List del 2017 era al primo posto tra i cavalli da salto migliori al mondo, si è aggiudicato la vittoria del Gran Premio Roma, primeggiando su Irlanda e Australia (secondo e terzo posto).

Piazza di Siena 2018, immagine di cavalieri e cavalli in primo piano.

Con un tempo di 45,37 senza errori, De Luca ottiene uno splendido risultato se non fosse che, a renderlo ancora più straordinario, è il fatto che l’Italia non otteneva un traguardo così da ben ventiquattro anni.
Bologni, infatti, nel 1994 è stato l’ultimo italiano a vincere il Gran Premio, segnando così una data per un festeggiamento che fino ad oggi non è stato possibile ripetere.

La vittoria di De Luca, denominato “Il magnifico” ancora prima di questo record storico, ha reso
quest’edizione del CSIO indimenticabile, sia per gli spettatori più appassionati ma anche per chi
apprezza le gesta simboliche della propria Nazione.