GAIOS VI RACCONTA WECOMSPORT

«Qui si conclude il 1° Festival della Comunicazione Sportiva, buona serata a tutti!». Dopo queste parole, dette dal responsabile marketing del CONI Diego Nepi, mi è scesa una lacrima. Sarà per l’emozione di vedere tutti i ragazzi sul pulpito, felici e sorridenti…

Condivido la loro soddisfazione! Fin da subito hanno dimostrato di essere tenaci e in gamba, accogliendomi felicemente con una foto, senza però dimenticare le mansioni che dovevano svolgere. Tra centinaia di cartelline stampa, l’allestimento delle mostre, l’accoglienza agli ospiti e le postazioni da preparare, sono riusciti a garantire la piena efficienza della macchina organizzativa. Io non avrei saputo proprio da dove iniziare.

L’evento mi ha permesso di conoscere esperti e addetti ai lavori, figure di spicco dalle Università e dalle Istituzioni romane, ma anche professori di Università italiane ed estere, grandi firme del giornalismo nazionale e presidenti dei più importanti eventi che fanno di Roma una capitale dello sport.

Tutti loro, insieme al nostro pubblico, hanno reso unico WeComSport, i loro sorrisi e i loro apprezzamenti sono valsi gli sforzi compiuti!

Sin dall’avvio della manifestazione, i ragazzi mi hanno dato la possibilità di presenziare a tutti i momenti più importanti dell’evento: ho accolto e dato il benvenuto agli ospiti, ho visitato le mostre ed ero in prima fila al momento delle premiazioni degli studenti che hanno partecipato ai contest. E non solo… avevo pure un posto privilegiato accanto al tavolo del buffet… che bontà! Ma soprattutto, mi hanno dato un posto d’onore nei panel e ho così potuto presentare i relatori e seguire tutti i loro interventi.

Una due giorni tanto intensa quanto interessante e stimolante dedicata ai diversi aspetti che connotano la comunicazione sportiva di questa epoca. Si è partiti dalle funzioni sociali dello sport, prendendo in considerazione tematiche relative all’inclusione e all’integrazione sociale, ma anche agli aspetti della formazione, sino a scandagliare l’evoluzione di stili e linguaggi della narrazione sportiva.

A questo proposito, mi sono entusiasmato al momento del cineforum. Attraverso una sapiente e suggestiva ricostruzione delle tappe principali del racconto sportivo dagli anni ’30 ad oggi, ho potuto comprendere a pieno quanto la contaminazione tra sport, cultura e mutamento sociale sia in grado di configurare le peculiarità di una società. Nei frammenti delle scene di sport presentate, ho potuto esplorare quasi un secolo di storia in un intreccio entusiasmante di vicende in cui passato e futuro talora si sovrappongono e talaltra si differenziano. Il tutto in un continuum dove ad essere protagonista è la nostra storia e la nostra identità e lo sport ne costituisce il collante più significativo e la trama più entusiasmante.

La prima giornata ha inoltre consentito l’avvio di una riflessione e di un confronto intorno ai temi del giornalismo sportivo, che ha evidenziato, tramite alcuni suoi protagonisti, tutte le criticità di questi tempi, ma al contempo ha sancito l’esigenza di rintracciare nuove modalità, capaci di adattarsi ai mutamenti tecnologici e alle nuove attese degli utenti.

Nella seconda giornata il focus si è concentrato sulle tematiche del marketing sportivo e del marketing territoriale. Il talk show, che ha visto confrontarsi rappresentanti delle istituzioni e delle principali manifestazioni sportive della capitale, mi ha fatto capire quanto, rispetto ai miei tempi, questi eventi siano divenuti una risorsa strategica per la città ospitante e quanto un sistema sinergico e integrato possa favorire una migliore valorizzazione della cultura dello sport in favore dello sviluppo di un territorio. Nel panel successivo, l’attenzione si è spostata sulle logiche del marketing sportivo, dove studiosi, istituzioni e imprese si sono confrontate presentando strategie e dinamiche recenti di valorizzazione e promozione dello sport.

Insomma, il festival della comunicazione sportiva – nella sua accezione di contenitore – è riuscito nell’intento. Ha riunito figure rappresentative che, in questa prima edizione, hanno gettato le basi per avviare una riflessione comune e hanno mostrato l’intenzione di avviare percorsi sinergici e condivisi per promuovere la realizzazione di progetti futuri in favore di un rinnovamento costante della comunicazione a sostegno dei valori dello sport.

Al termine dei lavori, mentre abbracciavo ad uno ad uno i ragazzi del team, finalmente distesi dopo 2 giornate di intenso lavoro, mi sono guardato ancora una volta attorno e ho pensato che lo sport è stato onorato a pieno e che eventi come questo riescono ancora a regalargli il giusto tributo.

Alla prossima edizione ragazzi, non vedo l’ora di raccontarvi le nuove avventure che mi capiteranno!

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